Il film è ambientato durante la campagna elettorale Obama-McCanin, in una di quelle parti dell'America che hanno maggiormente risentito della crisi, in una di quelle cittadine abbandonate a sé stesse, con case e fabbriche abbandonate, strade che non vengono ripulite, e cittadini che per combattere la disoccupazione devono inventarsi dei lavori, anche assurdi come il commercio di chihuahua, oppure dedicarsi a qualche lavoretto, illegale naturalmente.
Così per racimolare qualche soldo due uomini disoccupati e un proprietario di una lavanderia organizzano di rapinare una partita clandestina di poker, convinti di avere il culo parato, perché ci sarebbe già il capro espiatorio cui dare la colpa. Ma le cose vanno male comunque, e il gruppo dei capi (di cui si vede solo il loro portavoce) li scopre e sguinzaglia uno dei suoi killer, Cogan (Brad Pitt) per toglierli di mezzo e far vedere alla piazza che chi fa il furbo va incontro a una brutta fine.
La trama è tutta qua. Il film è per molti tratti lentuccio, ma quello che conta qui non è quello che succede, ma l'introspezione dei personaggi e il continuo parallelismo con la crisi economica, che ha portato gli Stati Uniti a una seconda recessione a fine anni '10. Tutto il film è accompagnato dai discorsi di Bush, Obama e McCain, che passano fra gli altoparlanti della radio, o sullo schermo di un televisore in un bar, sulla crisi, sulla necessità di reagire e sul sogno americano. Discorsi che, il nostro pragmatico e realista protagonista Cogan, dipinge come favole, begli esempi di dialettica e poco più, conta solo il presente, il lavoro e i soldi, e contano così tanto che non si fa scrupoli a mandare in galera un amico che avrebbe dovuto aiutarlo, ma che era troppo ubriaco per lavorare, che si impone coi boss peri suoi cazzo di soldi!
Film duro, violento, così tanto da essere estremamente reale (vedi il pestaggio a Ray Liotta), ma reale come la crisi, come tutte le atrocità che essa ha portato nella vita di tutti i giorni di milioni di americani, che si credevano i più forti del mondo, e che dal 2008 con questa crudele realtà hanno imparato a conviverci, e che proprio grazie a questa cruda realtà si sono rialzati, hanno dovuto accettarla e farsene un punto di forza.